Posts Tagged "elido fazi"

L’amico più caro

L’amico più caro

L’amico dei vecchi tempi era tornato. Dopo oltre quattro anni di silenzio – se si eccettua per i pochi, sporadici messaggi scambiati via mail o i raffinati biglietti d’auguri recapitati per posta – il bel russo era tornato, con un po’ d’esperienza in più ma la solita aria da ragazzino. Un buon accordo con il diavolo, probabilmente, era il motivo di tanta salute, come pure di una giovanissima e già a una prima occhiata bellissima fanciulla che si presentò insieme a lui al terzo piano di via xxx un tardo giovedì di mezzo autunno.

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La parola all’autrice di Publisher, Alice Di Stefano

La parola all’autrice di Publisher, Alice Di Stefano

Ma diamo la parola all’autrice di Publisher, Alice Di Stefano, riportando alcuni passi da interviste sparse:

Sono convinta che, nella vita come in narrativa, ci sia un punto di vista maschile e uno femminile. Se gli uomini sono più bravi a cogliere l’insieme, dando sempre un significato al tutto, le donne forse hanno maggiore capacità di saper leggere nei dettagli, fino in quelli apparentemente più insignificanti.

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LA VITA (FRENETICA) DEL PUBLISHER

LA VITA (FRENETICA) DEL PUBLISHER

Il Publisher, è vero, è altalenante: nervoso, euforico, su di giri, compresso, eppure la vita sull’orlo dell’ictus per lui è normale. Lievi equivoci e sbalzi dell’umore sono di routine (nonché comprensibili) per un uomo superimpegnato che, da almeno quindic’anni, alterna momenti BI (tavole rotonde con il governo italiano, riunioni di budget, pianificazione di “eventi”) a momenti dedicati alla casa editrice (programmazione dei titoli di un intero anno, rapporti col commerciale, incontri con gli autori, interviste).

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GORE O GOLE?

GORE O GOLE?

Decenni dopo, Gore Vidal ricevette quello stesso ragazzo (solo un po’ cresciuto) nella sua villa di Ravello, dimora a picco sul mare con oltre 700 mq di giardino, alberi secolari e piscina, nel cuore della già scenografica costiera amalfitana. L’ormai Publisher a pieno titolo (i capelli ancora perfettamente corvini, i denti splendenti col riverbero) vi si era recato ardimentoso, come e più che in gioventù, per proporgli di passare con lui e pubblicare con Fazi. Grazie all’inglese appreso a Manchester e poi a Londra, fluente al punto tale che anche un madrelingua gli stava dietro a fatica (al di là di qualche problema con gli accenti, che però ha anche in italiano), Elido era riuscito a conquistare l’esigente scrittore convincendolo a debuttare (e in seguito perseverare) con il suo giovane marchio.

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SETTE SPOSE PER SETTE FRATELLI

SETTE SPOSE PER SETTE FRATELLI

Tra i film che Alice aveva visto e rivisto con le amiche da piccola (oltre a Grease) c’era Sette spose per sette fratelli, la cui scena madre si impernia su una versione rivisitata e allegrotta del Ratto delle Sabine. Il boscaiolo rude che rapisce la fanciulla a forza e poi però se la sposa l’aveva segnata per sempre tanto da risentire tuttora del fascino del maschio che sa di uomo, che se beve alcol non si ubriaca e che di fronte alla parola deodorante ride sguaiato. Tutte peculiarità, queste, che il suo editore possiede alla perfezione: va bene, non è romantico, e non è nemmeno tenero ma in compenso è un unicum. In una società rammolita e un po’ beota, piena di ragazzi indecisi, individualisti a vuoto, fiacchi in amore, Elido spicca decisamente oltre a rappresentare un esemplare raro e in via di estinzione: non c’è più nessuno ormai, in città, neanche tra quelli nati negli anni Cinquanta, che possa ricordare con tale vividezza le Alfa vendute sfuse, le cinquanta lire per far suonare una canzone e l’amaro dopo i pasti festeggiato come una novità.

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